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“Jack of all trades, master of one”scritto da Michele Isaja PAGINA 1“Jack of all trades” è un modo di dire britannico, che significa pressappoco “colui che è in grado di svolgere qualsiasi tipo di lavoro”.. il proverbio completo tuttavia sarebbe “Jack of all trades, master of none” ovvero “colui che è in grado di fare tutto ma non ha la padronanza vera e propria di nulla”, io mi sono permesso di cambiare questo modo di dire nel titolo della tesina, cambiando “none” con “one” ovvero maestri di una cosa sola. Tutto questo per cercare di dimostrare come in ambito cinofilo esista un particolare gruppo di cani che grazie alla selezione per un compito specifico nel quale sono maestri, sono anche in grado di svolgere egregiamente qualsiasi compito che la controparte umana gli affida; i retrievers. Chi sono i retrievers? La classificazione ufficiale li inquadra tutti nel gruppo otto, cani da riporto da cerca e da acqua e le razze che li rappresentano sono sei: 1. il Labrador retriever 2. il Golden retriever 3. il Flat coated retriever 4. il Curly coated retriever 5. il Chesapeake bay retriever 6. il Nova Scotia duck tolling retriever Leggendo gli standard di razza, si possono incontrare per tutte e sei le razze, aggettivi ricorrenti, per cui possiamo sicuramente affermare che il retriever “tipo” senza andare nelle differenze oggettive e morfologiche di razza, deve essere, di ottimo temperamento, intelligente ed attento, disposto per natura al lavoro e desideroso di compiacere. Ed è proprio su quest’ultima affermazione che ruota a mio avviso tutta l’eccezionale versatilità di queste razze, l’ormai celeberrima “will to please”. L’origine delle razze. Il Labrador retriever: sicuramente è il più diffuso tra i retrievers, tra le due guerre mondiali era stato definito “il cane del futuro”, mai commento è stato più profetico! Le sue origini come quasi tutte quelle degli altri cugini sono incerte e permeate da un certo grado di leggenda. Comunque i dati certi sono che il suo predecessore è stato il cane di St. John, la cui selezione naturale era cominciata nel 1500 dai pescatori inglesi che colonizzarono la regione canadese del Newfoundland, il suo lavoro alle origini era quello di riportare i pesci sfuggiti agli ami e alle reti dei pescatori. Intorno al 1800 furono importati diversi esemplari nel sud dell’inghilterra per essere poi riconosciuto come razza dal Kennel Club britannico nel 1903. Il Golden retriever: La sua storia è forse la più “certa” nel senso che essendo il più giovane tra i retrievers e frutto di incroci ben documentati e rende in qualche modo più semplice stabilire le origini della razza. Nel 1868 da un retriever giallo (presumibilmente un Wavy Coated retriever l’unico giallo in una cucciolata di neri) e da un Tweed water spaniel (una razza di spaniel estinta) nascono 4 cucciole gialle, da li successivi accoppiamenti con altri Tweed water spaniel, Setter irlandese, Wavy Coat (progenitore dell’odierno Flat coated), Bloodhound e Deerhound (per migliorare il fiuto e fissare il colore) portano alla nascita dell’odierno Golden retrievers accettato nel 1903 alle prime esposizioni e uffcializzato come razza dal Kennel Club nel 1911. Il Flat Coated retriever: Notizie di un “setter nero” usato insieme a Setter gordon, Setter irlandesi e gallesi, come cane da riporto, si hanno notizie già alla fine dell’800. Per migliorane le caratteristiche di riporto anche in acqua, venne incrociato con il cane di St. John e si ottenne il Wavy coated retriever. Solamente dopo, grazie ad uno dei fondatori del Kennel Club (Mr E. Shirley) che decise di selezionare il retriever perfetto, si arrivò alla creazione degli odierni Flat coated retriever. All’inizio del XIX secolo era il cane più in voga tra gli “sportsman” inglesi, ebbe un declino vertiginoso dopo la seconda guerra mondiale, ma grazie all’amore per questa classica razza inglese le linee di sangue non si estinsero, anzi si può dire che sia arrivato immutato nei nostri giorni. PAGINA 2Il Curly coated retriever: E’ sicuramente il più “antico” tra tutti i retrievers, il suo aspetto così distintivo, deriva dall’ Old english water dog, l’Irish water spaniel e il cane di St.John. E’ stato per anni il retriever più popolare nella metà dell’ 800 ed era apprezzato per le sue doti di cane da riporto e da compagnia. Il declino della razza è dovuto secondo alcuni proprio al suo peculiare mantello, apprezzatissimo sui banchi delle giurie, tanto che per ottenere ricci sempre più folti, stretti e perfetti, gli allevatori dell’epoca optarono per dei crossbreed con il Barbone, ottenendo si l’aspetto desiderato, ma rovinando in pratica l’attitudine da retriever del temperamento tranquillo e venne tacciato in prove di caccia di hard mouth! Per questo non venne più utilizzato dai cacciatori che cambiarono le loro preferenze verso altri tipi di retrievers. Il Chesapeake Bay retriever: E’ stato il primo retriever interamente selezionato negli Stati Uniti, più in particolare proprio nella fredda baia di Chesapeake vicino a Baltimora. La storia narra come nel 1807 una nave inglese che commerciava tra in Newfoundland e Poole (sud dell’Inghilterra patria dei primi allevamenti di Labrador) stesse affondando e l’equipaggio e il cargo fosse stato salvato da una nave americana diretta proprio a Baltimora. A bordo della nave c’erano 2 cuccioli di St.John un maschio marrone e una femmina nera, capostipiti di questa razza di eccezionali retrievers. Il Nova scotia duck tolling retriever: La storia del più piccolo dei retriever è incerta, di sicuro è la zona di provenienza Little River, nella distretto di Yarmouth in Nuova Scozia (Canada). Recenti studi teorizzano che i progenitori di questa razza potrebbero essere dei piccoli cani da richiamo rossi portati dall’europa dai primi coloni, incrociati con spaniels, altri retrievers (st. john’s?) e piccoli cane da pastore. Il Kennel Club canadese li ha riconosciuti come razza ufficiale dal 1945. L’origine del lavoro dei retrievers Tutto nasce con la rivoluzione agricola in Inghilterra alla metà del XVIII secolo, infatti il governo inglese con i famosi “Enclosures acts”, che di fatto imponevano a chi possedeva anche un minimo appezzamento di terreno, di costruire una recinzione, mandò quasi in rovina i piccoli proprietari che vendettero le loro terre, nella maggior parte dei casi ai grandi possidenti, favorendo la creazione di enormi terreni coltivabili. Queste vaste distese deforestificate, molto rapidamente si riempirono di selvaggina stanziale e migratoria, una riserva apparentemente inesauribile di proteine nobili Contemporaneamente, e non a caso, faceva la sua comparsa il fucile a retrocarica, che, consentendo una maggiore rapidità di fuoco, rivoluzionava completamente il modo di cacciare, rendendo desueta la caccia praticata dal singolo cacciatore con il singolo cane da ferma e facendo si che si affermasse proprio in questo periodo la caccia in linea. La caccia in linea era rappresentata da un fronte di cacciatori che avanzavano affiancati, sparando ad ogni singolo selvatico che compariva e, alla fine della battuta, giacevano sul campo molti capi abbattuti che dovevano essere raccolti, velocemente e tutti! Chiaramente si sentì il bisogno di selezionare un cane e addestrarlo appositamente per questo scopo, in quanto l’usuale cane da ferma solo occasionalmente riportava e non era comunque il suo compito principale; il nuovo cane doveva avere i nervi saldi in grado di affiancare il cacciatore durante le rumorose battute di caccia in linea in mezzo a molti uomini e altri cani, rimanere attento al conduttore senza mai intralciarlo e neanche allontanarsi per non “alzare” disordinatamente la selvaggina, inoltre doveva avere una memoria di ferro, per ricordarsi esattamente il punto di caduta di numerosi abbattuti che solo alla fine degli spari avrebbe dovuto correre a recuperare. PAGINA 3La velocità, la potenza, la resistenza fisica gli consentivano di lavorare a lungo, un alto temperamento gli consentiva inoltre di recuperare la selvaggina indipendentemente dalla difficoltà del tipo di terreno, fosse esso terreno libero, rovi, boscaglia, acquitrini o quanto altro. Caratteristiche di un buon cane da riporto… ma non solo… “Il Retriever costituisce l’ausiliario indispensabile al cacciatore durante una giornata di caccia. […]con la reale attitudine nel ritrovare la selvaggina abbattuta, buon temperamento, buon marking, buon uso del naso, buona iniziativa e bocca morbida. La conduzione deve essere considerata come complemento indispensabile a queste qualità...” Citando il regolamento internazionale delle prove di lavoro “Field trials” possiamo capire come, oltre alle già elencate qualità fisiche ci sono anche alcune caratteristiche peculiari che fanno di questi cani i perfetti riportatori oltre che ottimi ausiliari in ogni mansione. La cerca e l’uso del naso devono essere ottimi per trovare e recuperare efficacemente eventuali selvatici abbattuti e non visti dal cane (blind) oppure inseguire e recuperare selvaggina ferita ed in movimento (runners). È facile intuire come questa caratteristica sia fondamentale per lavori come la ricerca in superficie di persone scomparse oppure la ricerca di sostanze stupefacenti, materiale infiammabile etc. Il marking, ovvero la capacità di ricordarsi il punto esatto di caduta di ogni abbattuto per poi procedere al loro recupero il più velocemente possibile, ci fa capire come i retrievers siano cani attenti a ciò che li circonda, ben consapevoli di ciò che accade nello spazio intorno a loro e sempre pronti a partire al lavoro che gli viene richiesto. Una buona inziativa, ovvero avere la giusta indipendenza e capacità di risolvere problemi in modo autonomo. Fisicamente si può osservare questa caratteristica quando il cane è impegnato nel riporto in aree molto distanti dal conduttore e magari fitte di vegetazione; Il problem solving e la loro propositività sono caratteristiche che li rendono tra le migliori razze con le quali possiamo intraprendere con successo l’addestramento per mezzo il clicker training. I retrievrs sono famosi per il loro buon carattere che favorisce l’addestramento, ossia una naturale predisposizione a riconoscere l’uomo come leader; il retriever deve avere la voglia e il desiderio di compiacere, di lavorare e condividere con il proprio conduttore. Questo, unito all’attenzione per il proprietario, alla socievolezza nei riguardi degli altri cani, all’assenza di aggressività, li rendono tra i cani più educabili e facilmente addestrabili anche dai neofiti, ideali per il delicato compito di supporto alle persone diversamente abili. Anche la bocca morbida, ovvero riportare senza stringere e rovinare con le fauci il selvatico, li rende ideali per assistere nella vita di tutti i giorni persone con disabilità motorie porgendo loro con gentilezza gli oggetti di uso comune che possono accidentalmente cadere o trovarsi in posizioni irraggiungibili per l’assistito. Tutti questi cani sono ottimi nuotatori (nelle gare di retrieving ufficiali è prevista una prova in acqua che ne attesti l’attitudine natatoria) come abbiamo detto in precedenza, infatti, tutte le razze retriever possiedono tra i loro predecessori, cani che erano selezionati per aiutare i pescatori nelle loro mansioni, e oggigiorno annoveriamo tra i migliori cani da soccorso nautico proprio alcuni Labrador e Golden Retriever. La steadiness, quindi la capacità di restare calmo e controllato nella fase appetitiva della sequenza comportamentale del riporto, senza vocalizzare, senza muoversi, senza disturbare gli altri, aiuta i nostri retriever nella vita quotidiana come nelle tante discipline cinofilo-sportivo nelle quali la calma e la concentrazione riescono sempre a tirar fuori il meglio da un binomio. Ovviamente questa caratteristica aiuta anche nella vita quotidiana perché come molti altri cani da caccia o cani da pastore l’istinto predatorio risulta essere molto elevato ma a differenza loro i retriever devono necessariamente sviluppare un forte autocontrollo relativamente alla steadiness che dimostreranno sul campo di gara. L’indifferenza allo sparo, quindi la capacità a restare tranquilli e attenti ogni qualvolta sentano un rumore forte e improvviso, senza provare timore o reazioni di paura, rappresenta un’ottima caratteristica, se ben selezionata, per tutti i cani che verranno impiegati nella vita di famiglia ma anche in attività che ne provino la tempra e il temperamento intese come caratteristiche caratteriali del cane. Tutte queste qualità possono ovviamente essere accentuate e migliorate da un buon addestramento e da un buon Istruttore ma la selezione e l’allevamento, se vogliono davvero migliorare le caratteristiche del cane da riporto, hanno il compito e l’obbligo di portare avanti solo i cani che hanno la predisposizione genetica verso queste peculiarità PAGINA 4Considerazioni Valutando le caratteristiche dei cani retriever, è quindi facile capire e comprendere come mai queste razze si siano affermate cosi positivamente nella nostra società. Le sue attitudini infatti sono qualità molto apprezzate dal conduttore sportivo come dalla famiglia che cerca un buon compagno di vita a 4 zampe. Dal cane da caccia al cane di famiglia per i retriever il passo è stato breve, forse troppo breve...infatti purtroppo al giorno d’oggi vediamo moltissimi Labrador o Golden che non hanno piu’ ne’ la morfologia ne’ le attitudini del retriever. Si incontrano moltissimi di questi cani con spiccata aggressività e pochissimma capacità a collaborare e compiacere il proprietario. Spesso sono animali iperattivi, distruttivi e nervosi. Si pensi in questo senso all’altissima incidenza di patologie come la Sindrome da Iperattività e Ipersensibilità (HsHa) nei Labrador…o alle moltissime patologie da stress dermatologiche che affliggono i Golden. Questo da cosa deriva? Come sempre le cause sono multifattoriali e la piu’ importante puo’ essere identificata nell’allevamento smodato e senza controllo per andare a soddisfare le esigenze di mercato della moda di questi cani….anche se in realtà in questo caso non dovremmo parlare di allevamento ma di commercio… I buoni allevatori continuano a ricercare la selezione accorta e puntuale ma troppi commercianti di cani nascono e spariscono nel tempo della moda, questo ovviamente pero’ crea ripercussioni negative anche sul lavoro dei cani ben selezionati, pensate al lavoro attento di un allevatore scrupoloso che seleziona da anni basandosi su morfologia, carattere, linee di sangue, attitudini al lavoro e che porta quindi avanti con fatica il progetto di un retriever capace, sano e bello e poi uno dei suoi cuccioli venduti, da adulto viene accoppiato a sua insaputa con un Retriever importato senza selezione e senza garanzie ma con un pedigree che ne attesta l’autenticità…Pensate al fatto che quel cucciolo avrà un’ottima genealogia da parte di uno dei genitori e che pero’ questo non lo salverà da perdere delle importanti qualità dovute a un altro genitore non ugualmente competente. Fortunatamente, il Retriever, pur avendo spesso perso la sua funzione naturale e originaria di cane da riporto in ausilio a un cacciatore, resta la tipologia di cani piu’ utilizzata e comune nella maggior parte delle discipline cinofilo sportivo e in campo sociale. Citando solo alcuni esempi, anche se nelle specifiche attività esistono cani migliori dei Retriever, nessun altra tipologia di cane, riesce a fare bene in cosi tante attività e cosi diverse tra loro, come ad esempio l’Agility, il Freestyle, il Disc Dog, il Salvataggio Nautico, l’Obedience, il Flyball, il cane da Assistenza a persone diversamente abili, il cane da Ricerca su Maceria, e superficie, il cane da ricerca Sostanze Esplosive o Stupefacenti, il cane da accompagnamento per persone non vedenti o ipovedenti, il cane da Pet Therapy e quello capace di coinvolgere intere scolaresche col suo sguardo languido e accattivante…e molto altro ancora… Come dicevamo, è pur vero che in ogni singola disciplina sopra citata esistono cani con maggiori predisposizioni fisiche e morfologiche ma, nessun altro come il nostro RETRIEVER riesce a primeggiare in tutto con cosi tanta passione, capacità, volitività, entusiasmo, e voglia di divertirsi con il suo conduttore, con la coda sempre a mille e il “sorriso” sul muso!! |
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